IN CODA PER CANTIERI O PER MEZZI IN AVARIA
Numeri e cause dei disagi sulle autostrade tra Piemonte e Liguria: l’incredibile record di tre mezzi fermi sulla carreggiata ogni due giorni. A levante, come sulla A26 e la A7, stop ai lavori, che invece continuano sulla A6
Nei giorni scorsi un servi- zio su queste pagine aveva di- mostrato il tormentato viag- gio che devono sopportare coloro che si spostano tra il Piemonte e la Liguria di po- nente. Il tema delle autostra- de è ancora più caldo in un periodo come questo, nel pieno delle due settimane più gettonate dai vacanzieri.
Com’è dunque la situazio- ne attuale? Specie alla luce di ripetute notizie di code e di- sagi? Fondamentale è soprat- tutto specificare di che tratte si parla e di che tipo di pro- blemi generano le paralisi al traffico. Perché a volte la «re- sponsabilità» non è del con- cessionario dell’autostrada. È ad esempio il caso di quel che avviene nella Liguria di le- vante, sulla A12 da Genova a Sestri Levante ma anche sul- la A7 Milano.Genova e sulla Voltri-Gravellona Toce, la A26.
In queste ultime settima- ne tutte le code su queste ar- terie sono state legate a even- ti imprevedibili. Incidenti, ma anche e soprattutto mezzi in avaria, che richiedono inter- venti straordinari per la rimo- zione dei veicoli e spesso an- che per la riparazione delle strutture danneggiate. Basta pensare a tutte le volte che un’auto o ancor più un mez- zo pesante ha preso fuoco, magari in galleria.
Chi resta bloccato in co- lonna non ci pensa, ma la sta- tistica è impressionante. I nu- meri parlano chiarissimo. Sui tratti gestiti da Aspi (A7, A12 A26 e A10 da Genova a Savo- na) da gennaio a giugno, si sono contati ben 282 inter- venti per mezzi in avaria. Sembra un bollettino di guer- ra (che, val la pena ripeterlo, non riguarda gli incidenti ma solo i mezzi che si fermano in mezzo alla carreggiata: 45 a gennaio, 45 a febbraio, 49 a marzo, 55 ad aprile, 51 a mag- gio, 37 a giugno. In media, ol- tre uno e mezzo al giorno. Non sempre, per fortuna, le infrastrutture vengono dan- neggiate e la cosa si risolve con minore impatto, ma re- stringimenti di carreggiata, birilli, frenate e disagi sono inevitabili. Tutto perché c’è chi si mette in viaggio con veicoli non nelle condizioni ottimali. Senza criminalizza- re intere categorie, va detto però che nella maggior parte dei casi si tratta di mezzi pro- venienti da Paesi dell’Est.
Sognando l’impossibile, cioè l’assenza di incidenti e avarie, viaggiare su questi tratti sarebbe al riparo da brutte sorprese per chi non sceglie proprio i giorni da bollino nero per il traffico previsto con facile precisio- ne, perché su A26, A7, A10 tra Genova e Savona e A12 non ci sono cantieri. Sono stati ri- mossi tutti fino a dopo il Salo- ne Nautico, cioè a fine set- tembre (con le sole eccezioni notturne concordate con Re- gione Liguria e Ministero, per interventi tra le 23 di sera e le 6 del mattino successivo, se non dalle 24 alle 5.30, in al- cuni tratti limitati).



