Roburent: una mozione per recuperare il "ponte romano"
Il manufatto, in realtà risalente al 1500, fu strategico durante una delle Guerre del sale
Il Consiglio comunale di Roburent ha approvato alla unanimità la mozione proposta dai consiglieri Garavagno, Galliano e Costa per il recupero del ponte romano in località Pradera, che invita la Giunta ad attivarsi per avviare il relativo iter.
Come evidenziato nel testo della mozione, il ponte romano (toponimo attribuito da don Luciano Michelotti) risale al 1500.
"I Ponti romani - si legge nel testo - erano a sesto acuto: uno è rilevabile facilmente lungo la Fondovalle Corsaglia, non lontano dall’innesto della strada per la frazione Oberti". Quello della Pradera "servì alle truppe savojarde durante una delle Guerre del Sale, quella conclusa nel 1699, per aggirare agevolmente i resistenti montaldesi, che stavano fronteggiando l’esercito del Duca o meglio le truppe mercenarie, vi erano già allora i Wagner, non provenienti, questa volta, dall’area teutonica bensì dalla Francia, guidati dal gen. Des Hayes . Gli uomini di Montaldo avevano concluso un patto con Roburent, che avrebbe dovuto fermare i reparti risalenti da Torre lungo il Roburentello. Sulla piazza di Roburent, ove non vi era ancora la attuale Parrocchiale settecentesca del Gallo, fu bruciato tra un gran acclamare di gente l’Editto ducale, che imponeva i balzelli dei dazi, principale quello sul Sale, prodotto molto importante allora, per la conservazione dei cibi. Però se la fecero nei pantaloni e non bloccarono i contingenti all’incirca presso il Ponte dell’Asino. Per cui le soldataglie risalirono verso Roà Marenca e Ca Lupo, facendo strage di montaldesi, distruggendo gran parte delle casupole, deportando nelle malsane zone di Vercelli una infinità di famiglie. Lì esistono tutt’ora discendenti con i nostri cognomi. E alcuni anni addietro si è assistito al rientro di persone che discendevano
dalle genti di quell’epoca. Inoltre le truppe rasero al suolo vasti boschi di castagno, lasciando alla fame quanti ancora vivevano nella plaga montaldese. È bene anche ricordare che ecclesiasticamente Roburent era rilevante in zona. Fin dal 1100 contava su un Archipresbiter, cioè su un sacerdote rilevante rispetto alle altre aree".
La mozione auspica quindi di "riprendere la ormai datata deliberazione di Giunta, lasciando da parte la Commissione, perché in Italia chi non vuole risolvere nulla, istituisce una Commissione". La soluzione individuata nella proposta dovrebbe quindi passare attraverso l'invio di una lettera alla Provincia, "chiedendo si faccia carico dei rilievi del ponte e della redazione di un progetto di recupero e si chieda ai Comuni di Torre Mondovì e Montaldo Mondovì di fare altrettanto. Poi ci si potrà indirizzare alla Sovrintendenza specifica onde ottenere le autorizzazioni, utili per affrontare la fase del finanziamento, tramite la Regione, le Fondazioni Bancarie ed altre fonti”.



