Il Giornale del Piemonte e della Liguria · Redazione · 06 Marzo 2025
In Piemonte meno figli della media nazionale
A Torino gli «Stati Generali della Natalità», che tracciano il quadro del capoluogo e della regione
Torino e il Piemonte, rispettivamente con 1,14 e 1,17 figli per donna, sono sotto la media nazionale dei livelli di fecondità, pari a 1,20, e hanno un indice di dipendenza superiore alla media: se in Italia è di 57 il dato che rileva quanti bambini e over 65 ci sono ogni 100 adulti, quello della regione è 59 e quello del capoluogo 61.
Inoltre, nel territorio del Piemonte nel 2023 sono state 6 le nascite e 13 le morti ogni mille persone.
Sono alcuni dei dati emersi durante la tappa torinese degli Stati Generali della Natalità, organizzati a Palazzo Madama, dai quali si evidenzia anche che con l’aumento dell’occupazione femminile cresce il numero di figli,1,17 per donna nel capoluogo piemontese con un’occupazione femminile al 63% e, ad esempio, 1,43 figli per donna in Trentino con l’occupazione femminile al 68%.
All’evento, patrocinato dalla Città di Torino e realizzato con il contributo della Fondazione Roma, hanno preso parte la vicesindaca di Torino con delega alle Politiche per le famiglie Michela Favaro, il rettore dell’Università Bocconi di Milano Francesco Billari, il vicedirettore di Avvenire Marco Ferrando, la presidente del Gruppo Giovani Industriali Torino Barbara Graffino, il ceo della Reynaldi Srl Marco Piccolo, la demografa dell’Università degli Studi di Torino Chiara Pronzato, il comico Gianpiero Perone, il presidente della Fondazione Roma Franco Parasassi e il presidente del Forum Famiglie Piemonte Roberto Gontero. Sono intervenuti in video anche il sindaco Stefano Lo Russo e il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio.
«Non è questione di convincere i giovani a fare figli – afferma Gianluigi De Palo, presidente della Fondazione per la Natalità – ma di metterli nelle condizioni di realizzare i loro sogni e oggi in Italia non è possibile. Chi non vuole un figlio può non farlo, chi lo vuole oggi è in difficoltà a farlo perché è la seconda causa di povertà in Italia. È un tema del Paese».
«Un tema significativo per chi ha responsabilità di governo - afferma il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio – e le Amministrazioni pubbliche devono fare molto, perché la natalità rappresenta il presupposto di ogni problema e di ogni soluzione. Dobbiamo quindi interrogarci su cosa possiamo fare, se le misure messe in campo sono sufficienti e noi come Regione abbiamo attivato degli strumenti e vogliamo fare ancora di più e utilizzare sempre meglio le risorse del Fondo Sociale Europeo».
Anche per il sindaco del Comune di Torino, Stefano Lo Russo, «la crisi demografica è una sfida che riguarda il futuro di tutte e tutti perché senza giovani rischiamo di comprometterne il sistema di welfare e, in prospettiva, di anche mettere in crisi strutturale temi importanti come la sanità o la previdenza».
Inoltre, secondo l’assessore alle Politiche Sociali della Regione Piemonte, Maurizio Marrone, «c’è la necessità di vedere tutto ciò che riguarda la natalità come qualcosa che ha a che fare col fattore culturale e sociale insieme», mentre la vicesindaca di Torino Michela Favaro ricorda come la Città di Torino sia stata «la prima grande città metropolitana ad aver aderito al network dei ‘Comuni amici della famiglia’. Abbiamo predisposto un Piano famiglia per rendere la città più accogliente per le famiglie che vivono qui e attrarne di nuove a stabilirsi qui».
Tra gli strumenti anche una ‘app’ dove sia facile avere le informazioni su tutto ciò che riguarda le famiglie, dagli spazi ai servizi alle agevolazioni.



