"L’ozio costruttivo rigenera il cervello"
IL PUNTO di Rosaria Ravasio
Se devi scegliere preferisci fare festa seguendo l’onda della movida o godere le meraviglie della natura? La maggior parte di coloro a cui è stata fatta la doman- da ha risposto che preferi- sce godere delle meraviglie della natura. Va bene balla- re e sentire musica, una vol- ta ogni tanto, ma immerger- si nelle bellezze di un pae- saggio o fare gite esperien- ziali nella natura va sempre bene.
Insomma l’approccio alla vita è cambiato, così come il valore che diamo al tempo libero, è nata la consapevo- lezza di un valore che nel “rumore” degli anni 90 si era sottovalutato.
Il tempo libero serve a ri- mettere in ordine i pensie- ri, a riconnettersi con il pro- prio corpo e le proprie emo- zioni all’interno di uno spa- zio di silenzio. In questo modo siamo più motivati a capire e seguire i nostri bi- sogni, quelli veri, facendo aumentare in noi le possi- bilità di essere felici.
Vero è che molti giovani uti- lizzano il loro tempo libero in ben altro modo: immersi nel virtuale, con le cuffie al- le orecchie e musica ad al- to volume oppure (peggio) cercando l’evasione nella droga, nell’alcol o nella vio- lenza, arrivando alla fine delle loro giornate con un senso di insoddisfazione profondo.
Il punto è che sapere sfrutta- re il tempo libero per far “ri- nascere” noi stessi è un do- no da ricercare e conquista- re, senza lasciarsi prendere dall’ansia del “fare qualco- sa”, perchè “l’ozio è padre dei vizi”, ma solo se diventa la nostra attività di vita princi- pale, mentre, al contrario il “Niksen” (come lo chiama- no gli olandesi), cioè “l’ ozio creativo” rigenera. Nei mo- menti di riposo assoluto, in cui sospendiamo le attività e ci abbandoniamo al dolce relax, il cervello non solo continua a elaborare infor- mazioni (assunte durante la giornata o in momenti pas- sati) in modo molto più pro- fondo, ma senza che ce ne rendiamo conto stimola no- tevolmente la creatività. Sia- mo sinceri: quante volte ab- biamo cercato ossessiva- mente un’idea geniale sen- za mai venirne a capo? E quante volte la soluzione ci è apparsa d’improvviso, mentre eravamo con la te- sta su tutt’altro?



