Il Giornale del Piemonte e della Liguria · Redazione · 17 Gennaio 2024

PALAZZI APERTI DAL 19 AL 21 GENNAIO

I Rolli d’inverno tra contrasti e omaggi a Fabrizio De André

La prima edizione invernale dei Rolli Days, prevista dal 19 al 21 gennaio, vuole raccontare i con- trasti sociali, urbani, artistici del- la Genova cinque e secentesca, una città ricca e complessa dove un ristretto gruppo di famiglie dal- le ricchezze straordinarie gover- nava una massa d’individui pove- rissimi, dove accanto alle monu- mentali vie dell’aristocrazia si in- sinuavano le strade più umili, do- ve gli stessi artisti raccontavano le avventure degli eroi e degli dei nei palazzi, e le storie dei santi nelle chiese. Un suggestivo incon- tro del bellissimo e del terribile, di Sacro e profano, che diventa un’occasione per farsi ispirare da Fabrizio de André a 25 anni dalla sua scomparsa, il quale, con la sua eccezionale vena poetica e musicale, con il suo sguardo at- tento e partecipe ha cantato la sua città attraverso suggestioni, suo- ni e personaggi del centro storico e i suoi spazi più significativi. Que- sta edizione dei Rolli Days presen- ta quindi numerosi eventi collate- rali dedicati al grande cantauto- re genovese, una vera e propria Ballata per Genova che, attraver- so i testi di De André farà vivere le piazze del centro storico, a con- ferma del fatto che i Rolli Days so- no un evento trasversale, che non celebra soltanto il passato ma porta la storia nel presente, af- fiancando all’arte figurativa di af- freschi e dipinti l’arte performati- va della musica e del teatro. «I con- trasti, il bianco e nero, le conflit- tualità anche forti sono una delle anime di questa città e della sua vitalità, a volte brutale – suggeri- sce Giacomo Montanari, storico dell’arte dell’Università di Geno- va e curatore scientifico dell’even- to – così come rappresenta una costante la contrapposizione tra spazio pubblico (quello delle chie- se, soprattutto durante il Cinque e il Seicento) e spazio privato (i pa- lazzi dell’aristocrazia). Eppure, il linguaggio dell’arte è in grado di fondere queste opposte spinte, costituendosi come ideale spazio di mediazione: lo ha fatto con le opere d’arte rinascimentali e ba- rocche, con le narrazioni dei viag- giatori dell’Ottocento e, infine, con la musica e le parole di Fabrizio De André».