Adnkronos · Redazione · 22 Novembre 2023

Israele-Gaza, Hamas: "Tregua da domani alle 10"

La tregua con Israele scatterà domani alle 10 ora locale, le 9 in Italia. Lo ha annunciato l'ex capo dell'ufficio politico di Hamas, Abu Marzouk, secondo quanto riferiscono i media israeliani, dopo l'accordo raggiunto sul rilascio degli ostaggi. 

Il cessate il fuoco tra Israele e Hamas durerà al massimo dieci giorni, un periodo di tempo necessario per lo scambio di 100 ostaggi con 300 detenuti palestinesi. Lo scrive il Times of Israel, che cita quanto deciso dal governo israeliano, secondo cui poi l'operazione militare nella Striscia di Gaza riprenderà. 

In una prima fase, Israele libererà 150 detenuti palestinesi in cambio del rilascio di 50 ostaggi da parte di Hamas, scambio che dovrà avvenire in 4 giorni, con almeno 10 ostaggi liberati ogni giorno. In una seconda fase, potrebbero essere rilasciati altri 150 detenuti palestinesi, sempre in cambio di 50 ostaggi israeliani.  

Il Qatar ha svolto un ruolo chiave di mediazione nei negoziati tra Israele e Hamas. Il premier e ministro degli Esteri del Qatar, Mohammed bin Abdulrahman Al Thani, ha ringraziato "i partner che hanno contribuito affinché fosse raggiunto l'accordo sulla pausa umanitaria a Gaza, in particolare gli Stati Uniti e l'Egitto". L'auspicio, si legge in un messaggio diffuso su X, è che porti a "un accordo globale e sostenibile che ponga fine alla guerra e allo spargimento di sangue e che porti a colloqui seri per un processo di pace globale e giusto nel rispetto delle risoluzioni con legittimità internazionale". 

Il presidente palestinese Mahmoud Abbas ha accolto con favore l’accordo umanitario mediato dall’estero tra i suoi rivali islamici di Hamas e Israele nella Striscia di Gaza, e ha chiesto soluzioni più ampie al lungo conflitto israelo-palestinese. L'amministrazione di Abbas, con sede in Cisgiordania, "apprezza lo sforzo di mediazione qatariota-egiziano", vuole una tregua prolungata con Israele e "l'attuazione di una soluzione politica basata sulla legittimità internazionale", si legge in un post sui social. 

Intanto la Jihad islamica palestinese ha dichiarato su Telegram che nell'accordo raggiunto fra Israele e Hamas non saranno liberati 'prigionieri non civili israeliani', precisando che i soldati israeliani non saranno rilasciati finché “tutti i nostri prigionieri non saranno liberati dalle prigioni nemiche”. "Sottolineiamo il nostro continuo confronto con l'aggressore, a tutti i livelli politici e sul campo, al fine di contrastare tutti gli obiettivi di questa aggressione", ha aggiunto la Jihad islamica. 

Fonti ufficiali libanesi hanno riferito al quotidiano Nidaa Al Watan che il cessate il fuoco a Gaza, concordato con Hamas, dovrebbe applicarsi anche al confine settentrionale. Secondo il rapporto, l'esercito libanese è coinvolto in colloqui con Hezbollah nel tentativo di porre fine agli attacchi sul territorio libanese. Nelle informazioni ufficiali inviate al giornale libanese, la tregua di Gaza “si applicherà al sud del Libano, e Hezbollah vi aderirà a condizione che vi aderisca anche Israele”.  

"L'accordo è la dimostrazione dell'instancabile diplomazia e determinazione di molti esponenti del governo americano impegnati a far tornare gli americani a casa". Joe Biden ha espresso così, nero su bianco, la soddisfazione per l'accordo raggiunto. Dicendosi "straordinariamente grato" per il fatto che gli ostaggi, che "hanno sopportato settimane di prigionia e un'indicibile sofferenza", possano tornare alle loro famiglie, il presidente americano ha ringraziato poi "lo sceicco Tamim bin Hamad Al-Thani del Qatar e il presidente egiziano Abdel-Fattah El-Sisi per la loro cruciale leadership e partnership per raggiungere questo accordo". E apprezza "l'impegno del primo ministro Benjamin Netanyahu e il suo governo nel sostenere un'estesa pausa per assicurare che l'accordo possa essere applicato in pieno e possano essere portati aiuti umanitari per alleviare la sofferenza delle famiglie palestinesi innocenti a Gaza". 

Tra le tre americane che faranno parte del primo gruppo di ostaggi rilasciati da Hamas nell'ambito dell'accordo annunciato ieri, vi sarà Abigail Mor Idan, la bambina di 3 anni rapita durante l'attacco del 7 ottobre durante il quale i suoi genitori sono stati uccisi da Hamas. Lo rendono noto fonti americane che specificano che venerdì sarà il compleanno della piccola.  

Nell'attesa dell'inizio della tregua l'esercito israeliano prosegue le operazioni a Gaza. In una dichiarazione pubblicata su Telegram, l'Idf ha scritto che "continua a operare nella Striscia di Gaza, colpendo infrastrutture terroristiche, uccidendo terroristi e localizzando armi".  

L'esercito israeliano ha ordinato l'evacuazione dell'ospedale indonesiano di Gaza City. Lo ha detto ad al Jazeera il direttore generale del ministero della Sanità di Gaza. Israele ha dichiarato che i militanti di Hamas si trovano nella struttura e hanno minacciato di agire contro di loro entro quattro ore. Dopo l'incursione di Al-Shifa la scorsa settimana, l'ospedale indonesiano è l'unica struttura nel nord di Gaza che ancora cura i pazienti feriti dagli attacchi israeliani. Ma da lunedì l'ospedale è nel mirino dell'Idf. 

Le Forze di difesa israeliane affermano inoltre che le truppe hanno scoperto e distrutto circa 400 tunnel nella Striscia di Gaza dall'inizio dell'offensiva di terra il mese scorso. Lo riferisce 'The Times of Israel'. Le truppe dell'unità d'élite del genio militare Yahalom hanno svolto un ruolo significativo nella demolizione dei tunnel di Hamas. Gli ingressi dei tunnel sono stati trovati in profondità all'interno di infrastrutture civili, tra cui edifici residenziali, scuole, ospedali e altri siti. L'esercito israeliano ha accusato Hamas di usare la popolazione palestinese di Gaza come scudi umani, collocando deliberatamente le sue infrastrutture all'interno dell'ambiente civile. 

Le forze israeliane hanno anche confermato operazioni dei caccia contro obiettivi di Hezbollah nel sud del Libano. Nel mirino di raid aerei, rendono noto su X, un sito militare e altre infrastrutture del gruppo filoiraniano.  

Da settimane l'amministrazione Biden fornisce ad Israele la lista degli obiettivi umanitari a Gaza per impedire raid contro le loro strutture. Ma Israele ha continuato a colpirle, rivela oggi Politico spiegando che le informazioni comprendono le coordinate Gps di una serie di strutture mediche e informazioni sui movimenti dei gruppi di assistenza umanitaria.  

Secondo le fonti citate dal sito americano, è da un mese che gli Usa passano agli alleati queste informazioni, ma gli israeliani hanno lanciato operazioni nei pressi dei siti di aiuti umanitari, compresi ospedali. Non è chiaro se gli Usa abbiano compilato una formale "no strike list" o si tratta di informazioni date volta per volta.  

Ma quello che è certo è che gli americani hanno trasmesso le coordinate dei gruppi che forniscono cibo e assistenza medica a Gaza, operando fuori dagli ospedali, in piccoli uffici e guest house. Tra i siti indicati dagli americani anche l'ospedale Al-Shifa, che è stato in parte attaccato dalle forze israeliane il 15 novembre.